giovedì 26 febbraio 2015

La Stellina di Berdon

Io non ho molto istinto materno.
Ma esistono molte donne, per fortuna la maggior parte, che non sono come me.
Ci sono donne che desiderano tanto avere un bimbo e quando questo accade sono al settimo cielo.
Ecco, immaginate di scoprire di essere incinta di una bambina.
E immaginate che per puro caso, al settimo mese di gravidanza, un'ecografia vi dica che la vostra bambina ha la vescica troppo dilatata e che questo potrebbe essere un problema
Ansia, panico, i peggiori pensieri.
Ma poi immaginate che la vostra bimba, tanto desiderata, nasca e che i medici, dopo averla rivoltata come un calzino, vi dicano che non c'è assolutamente nulla che non va: la bimba è sana, la diagnosi neo natale era errata.
E quando state per riprendervi dall'ansia che i controlli neo natali vi hanno creato, arrivi la doccia fredda: una diagnosi di una malattia rara. La sindrome di Berdon, conosciuta anche come sindrome del microcolon-megavescica-megacisti-ipoperistalsi.
Conosciuta per modo di dire perchè questa è una malattia rarissima: ad oggi sono stati descritti 230 casi circa.

Sto parlando della piccola Giorgia e della sua mamma, Elisa Barone.
Giorgia è una bimba di sei anni e mezzo che, da quando aveva 12 mesi, vive attaccata a un macchinario per la nutrizione parenterale, che consiste nella somministrazione di nutrienti per via venosa, scavalcando l'apparato digerente.
Giorgia non può mangiare assolutamente nulla, può solo ogni tanto bere un pò d'acqua.
E ha subito tantissimi interventi per asportarle il colon, pezzo per pezzo. Vive con quattro buchini sul pancino per permettere di drenare i liquidi e no, non fa la vita che dovrebbe fare una bimba di quell'età.
La sua mamma, Elisa, sta combattendo con lei e per lei da anni e l'unica soluzione che si prospetta per Giorgia è un trapianto multiorgano da fare negli Stati Uniti, a Pittsburgh, dai rischi molto elevati e dal successo incerto.
Elisa ha fondato una onlus che si chiama Stellina di Berdon con lo scopo sia di raccogliere casi e informazioni su questa sindrome, sia di aiutare sua figlia a mettere fine al suo calvario.
Perchè Giorgia metterà fine al suo calvario. E' quello che tutti vogliamo per lei, per la sua mamma e il suo papà, per il suo fratellino di poco più grande di lei.
Il mondo del calcio si è mobilitato per lei: molte squadre hanno organizzato delle aste benefiche in favore di Giorgia, molti giocatori hanno fatto delle donazioni, Cristian Ledesma ha lanciato un appello che in molti hanno accolto.Ma non basta. E serve l'aiuto di tutti.
Purtroppo, come in molti casi, ci sono degli sciacalli che girano porta a porta per chiedere dei soldi per Giorgia, ma in realtà non sono autorizzati da nessuno e questo soldi non serviranno davvero per Giorgia.


Per maggiori informazioni, per fare delle donazioni o per qualsiasi altra cosa trovate tutto alla pagina Aiutiamo Giorgia.

4 commenti:

  1. Quando leggo di questi casi ecco che tutti i miei problemi per quanto grandi mi sembrano in realtà minuscoli! Forza Giorgia!!!!

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  2. che storia triste!! povera bambina e povera mamma. Speriamo che qualcosa si riesca a fare!

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